Close
Come preferisci essere ricontattato?
 
"La perfezione è raggiunta non quando non c'è più nulla da aggiungere, ma quando non c'è più nulla da togliere"
Antoine de Saint-Exupéry
La fotografia,
secondo me....
Dalle pareti delle caverne dell’arte rupestre ai grandi affreschi rinascimentali, per millenni l’arte ha vissuto senza cornici. Significati come "centro" e "bordi" erano ancora lontani.

Ma dal XVI secolo i quadri divennero lo standard e l’arte fu per sempre imprigionata in rettangoli.
Le figure iniziarono a poter entrare o uscire dai bordi, aggiungendo tensione, movimento e infine il tempo.

Come in questo scatto, dove il centro ha un peso marginale e i margini un ruolo centrale.

Lo spazio vuoto tra i due pugni alzati al cielo crea separazione e introduce una relazione tra i soggetti principali. Permette allo sguardo di scorrere da uno all’altro, come quando al cinema seguiamo un dialogo. Produce, ovvero, un senso di movimento e con esso lo scorrere del tempo.

Come afferma Fontana: "lo scorrere del tempo influisce sull'organizzazione dello spazio".

L’immagine statica di un frontman, con il braccio proteso per la causa palestinese, diventa ora un botta e risposta in divenire. Diventa cinema, e con esso lo svolgimento di una storia.

Una storia che, purtroppo, abbiamo condiviso tutti assieme nella sofferenza. E questa foto mi ricorda sempre che non esiste condivisione senza un dialogo. Mi ricorda sempre che la fotografia è comunicazione.
Vicenza, 17 Luglio 2025
Quando la fotografia diventa cinema
Asian Dub Foundation, JamRock 2025
Di solito il fotografo al tempo non pensa, perchè la fotografia non ne può dare immediata rappresentazione: contrariamente al cinema, essa è per definizione un atto che interrompe il movimento e congela la situazione in uno specifico istante.

Proprio per questo, però, ossia perché mostra il tempo nell'atto del suo interrompersi, possiamo dire che la fotografia lo contiene e lo significa.
Franco Fontana, "Fotografia Creativa"